Caramelle dal cielo by Marta Palazzesi

Caramelle dal cielo by Marta Palazzesi

autore:Marta Palazzesi [Marta Palazzesi]
La lingua: ita
Format: epub
ISBN: 9788836242634
editore: Gallucci
pubblicato: 2021-04-01T09:00:00+00:00


Eroi

Quando la bomba era caduta, Antonio era riuscito per miracolo a evitare le schegge roventi riparandosi dietro a una macchina parcheggiata lungo il marciapiede. Un terribile incendio stava divorando un palazzo e appestava l’aria con il suo fumo nero. Antonio si alzò in piedi e batté le mani contro la fronte, cercando di scacciare il lacerante fischio che gli riempiva le orecchie. Doveva andarsene da lì e doveva farlo in fretta, prima che un ordigno o uno spezzone incendiario lo colpissero. In via Maddalena al 2 c’era un rifugio, lo sapeva perché ne aveva sentito parlare Taddeo. E via Maddalena non era lontana.

Restò appostato dietro alla macchina per un momento ancora, cercando di elaborare un piano, per quanto sommario. Ma con il cielo coperto dal fumo era impossibile capire da quale direzione sarebbe arrivata la prossima bomba. La piazza si era trasformata in un saliscendi di asfalto, mattoni e cemento crivellato da buchi. Nessun piano, c’era solo da correre verso il rifugio senza fermarsi.

“Al tre vado” si disse Antonio per farsi forza. “Al tre vado… Al tre vado… Uno… due… tre!”

Iniziò a correre, schivando, saltando, abbassandosi quando gli sembrava di sentire qualcosa sibilargli sopra la testa, senza guardarsi attorno per non farsi distrarre dai lamenti dei feriti. Quanta gente era stata sorpresa dalle bombe in strada? Perché non erano arrivati ai rifugi in tempo?

Il pensiero che avrebbe potuto aiutare qualcuno di loro a raggiungere il rifugio gli attraversò la mente e poi, rapido com’era venuto, se ne andò. Lui non era un eroe. Lui era un ladro. Rubava per vivere e approfittava delle debolezze della gente. Che gli eroi li facessero quelli che lo avevano scelto. I vigili del fuoco, per esempio, che nel giro di poco sarebbero sicuramente arrivati a bordo delle loro Isotta-Fraschini rosse fiammanti per spegnere gli incendi. O quelli dell’UNPA, l’Unione Nazionale Protezione Antiaerea. Qualcuno disposto a morire per gli altri. Lui no di certo. Lui alla sua pellaccia ci teneva, diamine.

“Ci sono quasi, ancora pochi metri” si disse mentre iniziava a scorgere l’angolo di via Maddalena. “Continua a correre, non ti fermare…”

E poi vide Andrea rannicchiato a terra, tra il brandello di un palazzo e una montagna di mattoni, che fissava con gli occhi sbarrati un anziano che giaceva poco più in là.

Antonio si fermò, maledicendo quello stupido e maledicendo se stesso, ancor più stupido di lui, per ciò che stava per fare. Deviò dal suo percorso mentre le bombe – BOM BOM BOM – riprendevano a cadere in un tornado di polvere, mattoni e terra. BOM BOM BOM. Ecco un altro palazzo colpito. BOM BOM BOM. Ecco delle grida. BOM BOM BOM. Ecco un altro pezzo di città che se ne va.

Antonio scavalcò la montagna di detriti, raggiunse Andrea e gli tirò uno schiaffo.

«Alzati!» gridò afferrandolo per un braccio. «ALZATI!» Sollevò Andrea quasi a peso morto, per fortuna era smilzo, e lo trascinò con sé in direzione del rifugio. Contro ogni aspettativa essersi fatto carico seppur controvoglia di un’altra vita lo stava aiutando a mantenere la calma.



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